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Il miracolo della vita

Quando si parla di miracoli in genere ci si riferisce ad eventi straordinari non alla portata degli uomini che generano meraviglia e stupore. 

E come definire ciò che è avvenuto più di 2000 anni fa nella piccola città di Betlemme, quando il pianto di un "bambino" è è riuscito a cambiare il mondo?

Ma in realtà la nascita di ogni bambino in fondo è un fatto miracoloso in quanto una nuova vita viene alla luce sfidando tutti i pericoli che il parto in sè può comportare. Ciò conferisce alla vita stessa una certa sacralità che anche i non credenti non possono non riconoscere. 
E questa sacralità si mantiene sempre anche quando la vita sembra non avere più senso, anzi proprio nelle situazioni di malattia, di dolore, di sofferenza questa sacralità si rafforza conferendo ad ogni persona un valore inestimabile.

Questo il senso del nostro natale.

Questo il senso della "rappresentazione natalizia" che i ragazzi del CSE affincati dagli splendidi alunni del Liceo Orazio Flacco di Venosa hanno voluto portare in scena presso i Gruppi Appartamento de "Il filo di Arianna Venosa".

Attraverso il racconto della nascita di Gesù i ragazzi hanno offerto ai nostri nonni la possibilità di rivivere le scene più salienti del periodo più magico dell'anno.

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Così partendo dall'annuncio dell'angelo alla Vergine Maria, il viaggio verso Betlemme e il rifiuto dei locandieri i ragazzi hanno messo in scena, utilizzando le parole del "vangelo",  tutto ciò che è avvenuto nella piccola grotta, per poi evidenziare che il "miracolo della vita" si compie ogni volta che si riconosce la sacralità di essa e le si conferisce dignità e valore nonostante la sofferenza. 

Infatti la rappresentazione si è conclusa con la proiezione delle foto dei momenti più belli che i ragazzi del Liceo hanno trascorso con i nostri utenti e con il sottofondo della canzone "a Natale puoi".

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Ma la cosa più bella è stato sentire i commenti degli anziani durante la rappresentazione, il loro "dispiacersi" di fronte al pianto di Gesù Bambino e alle porte sbattute in faccia a Maria e Giuseppe alla disperata ricerca di un posto dove passare la notte.

 

Ed è in questi casi che capisci che la malattia può portarsi via tutto ma non i sentimenti, che i ricordi si possono affievolire ma non cancellano il valore di alcuni momenti. Inoltre il sorriso tenero di Antonella che guarda "il suo Bambino", Maria che fiera impersona il ruolo della stella cometa, Vincenzo che con forza bussa ai locandieri, Rosaria che nella sua ingenuità rappresenta DSC 3540il candore dell'Angelo e i pastori che adorano il bambinello sono l'esempio che nonostante la disabilità si ha sempre qualcosa da donare agli altri.

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E quindi se "a Natale puoi amare di più" , da noi "è Natale tutto l'anno". 

 

 

 

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